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Badia di S. Maria di Sitria

Collocata in uno splendido scenario naturale, la Badia di Sitria rappresenta un esempio di architettura romanica di grande interesse. La fondazione romualdina risale al 1014, quando il santo ravennate costruì qui alcune celle molto rudimentali in pietra e legname. L’edificazione del monastero si data invece al 1018-1020. Qui sono state ospitate alcune tra le personalità più importanti dell’ordine camaldolese, tra cui lo stesso S. Pier Damiani, priore di Fonte Avellana e grande intellettuale. Lo stesso S. Romualdo vi ha soggiornato per circa sette anni.

Il cenobio divenne nel corso dei secoli importante e acquisì numerosi possedimenti, fino al 1451, quando fu ceduto in commenda da papa Nicolò V.

I beni di Sitria nel 1836 vengono acquisiti da Gregorio XVI e assegnati a Fonte Avellana. La struttura, semplice e rigorosa, è composta da due corpi di fabbrica, la chiesa da un lato e ciò che rimane del cenobio dall’altro.

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Badia di S. Maria di Sitria

La chiesa a croce latina presenta un’unica navata e il presbiterio rialzato, al di sotto del quale è situata una cripta sorretta da una sola colonna.

L’altare è sostenuto da tredici colonnine che formano degli archetti trilobati. Nel catino absidale è visibile un affresco settecentesco riproducente la Crocifissione.

La chiesa è dotata di un’ eccellente acustica, motivo per cui viene spesso utilizzata nella stagione estiva per concerti di musica sacra e non. L’edificio adiacente, da poco ristrutturato, doveva ospitare la sacrestia e probabilmente anche la sala capitolare.

Badia di S. Maria di Sitria: interno

Badia di S. Maria di Sitria: interno