scheggia_pascelupo_storia_22   Due piccoli e deliziosi paesini in un unico Comune.

Dal 1878 Scheggia e Pascelupo, che prima formavano due comuni diversi, si trovano associate in un’unica entità, come testimonia lo stemma del Comune, così descritto nel decreto di concessione dell’8 novembre 1957 firmato dal presidente della Repubblica Giovanni Gronchi.

Il territorio montuoso e boscoso di Scheggia fu abitato fin dall’antichità dal popolo degli Umbri, che trovarono in questa zona la collocazione ideale per il Tempio Iovis-Penninus, divinità agreste, venerata da loro.

Ad Ensem, che è sicuramente il nome più antico di Scheggia, divenne ben presto Mutatio (“Stazione Postale”) dal momento che il passo che permetteva di scavalcare gli Appennini in quel punto era uno dei più agevoli. Durante le guerre fra Goti e Bizantini (532-552 d.C.) il paese fu raso al suolo e la sua popolazione si disperse nei Luci, boschi sacri che, nei secoli precedenti, erano stati luogo di culto del popolo Umbro. Per porre freno alle incursioni longobarde, i Bizantini, all’inizio del XI secolo, costruirono sulle rovine della statio romana il castello di Luceoli. Il nuovo centro venne chiamato Schiza (dal greco σχíζα, “scheggia” appunto) dagli abitanti del luogo, che risentivano ancora dell’influsso dell’Impero Bizantino, e divenne un castello nel 927. Federico I Barbarossa concesse nel 1155 a Gubbio la giurisdizione su Scheggia, che rimase nella sua orbita per tutto il Medioevo, fino all’annessione di Guibbio stessa al ducato di Urbino, passando solo in seguito, dopo l’estinzione della dinastia Della Rovere, sotto il controllo dello Stato Pontificio.

Pascelupo, a circa 11 km da Scheggia, non vanta, al contrario, origini romane. Si tratta, infatti, di un avamposto fortificato del comitato eugubino, passato poi al ducato d’Urbino nel 1396, fondamentale nella sua funzione di baluardo a guardia e difesa del territorio orientale.

 

I Templari nel Massiccio del Monte Cucco

Eremo di S.Girolamo

Eremo di S.Girolamo

La presenza, già nel secolo XIV, di edifici assai importanti (e di probabile antica destinazione ad uso militare) e dell’eremo di San Girolamo di Monte Cucco (Scheggia) ha fatto ipotizzare che la costruzione di quest’ultimo possa essere stata, in origine, voluta da un ordine religioso medioevale, come quello dei Templari, i quali erano presenti nel territorio con una mansione, o, meglio, una precettorìa, a Perticano e uno stanziamento non ben identificato a Casalvento, Pascelupo, Sigillo e Purello.[/fusion_text]

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Per maggiori informazioni sulla storia del Comune di Scheggia e Pascelupo è possibile scaricare il libro contenente le note critiche e storiche a cura di Don Pio Paolucci.

icona_pdf Libro Don Paolucci (parte prima)

icona_pdfLibro Don Paolucci (parte seconda)